Archivi

Capolinea, si scende

Il 31 dicembre 2017, secondo quanto stabilito l’ultima assemblea dei soci, l’associazione di promozione sociale OS3 ha chiuso i battenti. Niente più trashware, niente più corsi di alfabetizzazione, niente più Smonta&Rimonta. Almeno, non da parte della gloriosa officina S3.

È una decisione nell’aria da anni, una consapevolezza che abbiamo maturato gradualmente. Ma davvero, credeteci, non ci sono alternative.

E non si tratta di stanchezza, mancanza di stimoli, scarso ricambio generazionale. O meglio, queste cose ci sono e pesano, ma non sono le cause del problema: sono le sue conseguenze.

Il problema è che, dal 2006, anno in cui ci siamo incontrati, abbiamo deciso il nostro percorso, aperto l’officina del trashware, il mondo è cambiato. In peggio, ovviamente.

Allora avevamo
– un nemico (col senno di poi) abbastanza affrontabile, la Microsoft, monopolista del PC,
– un terreno di battaglia che noi conoscevamo e sapevamo padroneggiare, il Personal Computer
– un’arma formidabile, GNU-Linux e il software libero.

La Microsoft aveva la grande colpa di accelerare eccessivamente l’obsolescenza dei PC, con l’introduzione di sistemi operativi e software sempre più pesanti, che richiedevano hardware sempre più potenti, creando una montagna di spazzatura informatica e utilizzando risorse (energia, acqua, terre rare, metalli) in maniera scellerata.

Per degli ambientalisti come noi, questo era inaccettabile. Per questo in oltre dieci anni abbiamo ritirato, da aziende e privati un po’ fighetti, l’hardware falsamente obsoleto, l’abbiamo riparato, modificato, alla bisogna potenziato, e gli abbiamo dato nuova vita con Linux, per poi proseguire il loro onorato servizio presso associazioni, enti benefici, scuole, famiglie bisognose o anche solo esseri umani che non sopportavano di sottostare al ricatto del finto progresso.

Ma era un altro mondo, dicevamo. I PC di allora erano grossi, smontabili, le loro parti erano standard, quindi sostituibili. Il nemico stesso, lo abbiamo scoperto poi, era un bonaccione. Sicuramente un devastatore ambientale, ma almeno aveva portato un PC in ogni casa e aveva sparso un minimo di manualità attorno a questo strumento (non è detto che ciò sia stato un bene).

Per certi versi eravamo come il Fronte Popolare di Giudea che se la prendeva coi Romani.

Dodici anni dopo, come è cambiato il mondo? Il campo di battaglia non è più il PC, ma lo smartphone. Un attrezzo subdolo, piccolo, assolutamente non standard, che rispecchia perfettamente il criterio dell’obsolescenza anticipata. Non si può lavorare, si può fare pochissimo, tutt’al più cambiare la batteria.

Potente come un PC, ma sempre in tasca di chi lo usa, fornito di un formidabile sistema di sensori (telecamere, microfono, movimento, posizione, aggancio con le reti più disparate) è in realtà un potente dispositivo per captare la nostra vita per profilarci a fini pubblicitari: dove andiamo, che siti visitiamo, che app utilizziamo e come, chi frequentiamo, cosa facciamo, etc.

L’alleato non c’è più: Linux è rimasto a presidiare il fortino dei PC e dei server web. Vittorioso, ma con medaglie di cartone, visto che la battaglia si svolge altrove (vedi articolo su veramente.org).

Infine il nemico: non è più l’antipatica Microsoft, ma sono aziende con la faccia simpatica, come Google, Facebook, Uber, Apple, Amazon (vabbè, non tutte con la faccia simpatica…). Alcune di esse sono presenti fisicamente nell’economia reale, con magazzini, fabbriche, ma realizzano fatturati enormemente superiori a quanto consentirebbe la loro struttura fisica (Apple e Amazon), altre proprio invisibili, ma enormi.

Tutte realizzano la maggior parte o il 100% del fatturato vendendo non cose a noi, ma noi ad altri. Quindi offrono sul mercato servizi gratis o a prezzi estremamente vantaggiosi, non sostenibili da aziende normali.

Risultato: pochi ci offrono PC decenti, e nessuno ci chiede più PC ricondizionati. Quindi per noi è finita.

Ma ci siamo ancora: se volete contattarci per diffondere una cultura tecnologica/informatica critica e libera, possiamo parlarne.

Comments are closed.